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La testimonianza di chi c'è stato


"Pozzu muriri tranquillu"

Arrivai al Centro Giovanile di Pilati nel maggio del 1976.

Il 3 giugno dello stesso anno mio padre morì.
Dopo avermi affidato a don Italo Calabrò, mio padre disse "Pozzu muriri tranquillu".

La mia esperienza al Centro Giovanile è stata forte.
Ho avuto una famiglia vera e la cosa che mi stupiva e mi lasciava spaesato era come due ragazzi, poco più grandi di me (Gaetano e Tonino), gli educatori, potevano darmi tutto non avendo loro niente.

Ho avuto due mamme, una naturale ma il suo compito, sembra, si risolse col mettermi al mondo, e una che ogni giorno con pazienza non ci faceva mancare niente: la signora Giovanna.

La mia vita al Centro Giovanile è stata tranquilla.
Ho avuto l'opportunità, come tutti, di studiare e diplomarmi.

Avevo tanti fratelli ed amici quindi non l'ho vissuta come una istituzione.
Dopo essermi diplomato mi sono trasferito a Reggio Calabria, nella casa di don Italo Calabrò.

Oggi quando penso a Pilati ed al Centro Giovanile penso a casa mia.

Gaetano R.
 

"Ho evitato di prendere brutte strade"
 
Sono stato abbandonato per problemi di salute all'età di sette mesi dai miei genitori, presso il nosocomio di Messina.
I miei genitori erano Rom e non avevano la possibilità di curarmi.
Tramite i Servizi Sociali, sono stato affidato a Suor Maria Grazia presso l'Istituto "Fondo Versace", dove vi erano circa cento bambini.
Lì rimasi fino all'età di tre anni circa. Da li fui mandato a Prunella e poi a Pilati.

Son arrivato al Centro Giovanile di Pilati all'età di circa cinque anni.
Mi ricordo di due educatori: Gaetano e Tonino. 
C'erano anche altri volontari che venivano a stare con noi: Mimmo N., Mario N. e gli altri dell'Agape. Facevamo colonie estive, molte gite.
Aspettavo con ansia la feste perché venivano quelli dell'Agape e mi portavano a casa loro per trascorrere con loro le feste.

Mi è rimasto impresso anche il vescovo Giovanni Ferro che giocava con noi nel cortile.

Nel Centro spesso si svolgevano delle riunioni in cui si affrontavano i problemi di ognuno di noi.
C'era molto dialogo con gli operatori. Si organizzavano delle proiezioni di film e di diapositive.
Di tanto in tanto si ricorreva anche a delle punizioni, come andare a letto senza cena o non vedere la TV.

Nel complesso per me è stata una cosa positiva l'educazione appresa nel Centro.
Grazie a loro mi sono trovato bene nella vita e ho evitato di prendere brutte strade.

Nel Centro ho imparato anche a fare dei mestieri. Ho preso il diploma al CIAPI come Tecnico Termo-Idraulico.

Pierino A.
 

"Sono riuscito a formare una mia famiglia alla quale tengo molto"
 

La mia storia al Centro Giovanile è stata molto importante perchè ho avuto la fortuna di trovare delle persone che oltre a volermi bene, mi hanno fatto capire l'importanza della famiglia, che prima non conoscevo, e grazie a questi insegnamenti sono riuscito a formare una mia famiglia alla quale tengo molto.

Molte volte mi domando come sarebbe stata la mia vita se non avessi incontrato queste persone, sicuramente il mio destino sarebbe stato diverso e peggiore.
Don Italo per noi ragazzi è stato una figura paterna perché ci proteggeva e ci faceva sentire tutti come suoi figli.
Sono stati tanti gli educatori nel mio percorso, ma quello che ricordo con affetto è Gaetano, perché era uno di noi e capiva i nostri problemi.

Nel Centro Giovanile oltre a studiare e a giocare, ho conosciuto tanti ragazzi che sono
diventati miei amici e con i quali sono cresciuto condividendo sia i momenti belli che brutti.

Ricordo con particolare affetto la signora Giovanna che faceva la guardarobiera, perchè era molto premurosa nei nostri confronti e la cuoca perchè ci cucinava dei pranzi prelibati.

Un'altra persona a me molto cara è Gino, un educatore al quale voglio molto bene perchè mi portava a casa sua e mi faceva sentire il calore della sua famiglia, non avendone io una.
Era sempre vicino a me quando avevo bisogno.
Mi ricordo un episodio particolare: quando sono stato ricoverato in ospedale per l'operazione di tonsille, Gino mi è stato vicino.

Spero che anche altri ragazzi abbiano avuto la fortuna di incontrare queste persone nel Centro Giovanile.

Giovanni C.
 

Il Centro Giovanile in pillole


Per raccontare la mia esperienza a Pilati mi limiterò a sintetizzare alcuni concetti:
1. Pilati è casa mia non è una istituzione;
2. don Italo Calabrò diceva "Si nasce figli" ad indicare la difficoltà nell'essere formatori, educatori e, quindi, come oggi è difficile essere genitori. A maggior ragione gli eventuali errori di ieri sono assolvibili. In sostanza meglio di così non potevo crescere;
3. Ho sempre rimproverato a G. (educatore) di avermi cresciuto troppo onesto ed altruista quando invece volevo essere un po' più stronzo. Ovviamente scherzo;
4. Pilati (così chiamo il Centro Giovanile) ovvero casa mia è quotidianità
5. Pilati è costanza e sostanza (sono sposato da 17 anni);
6. Pilati è rettitudine ed onestà
7. Pilati è amore per tutti;
8. Pilati dà senza chiedere;
9. Pilati è calore;
10. Pilati è FAMIGLIA. (G. e M. la loro prima casa l'hanno fatta a Pilati, dentro il Centro Giovanile);
11. Pilati è don Italo Calabrò.

Gaetano R.
 

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